Ogni anno aiutiamo aziende ad entrare in contatto con nuovi e potenziali acquirenti, mettendo a disposizione le pagine delle nostre testate giornalistiche con progetti di comunicazione efficaci e tarati sulle necessità dei singoli clienti. Non tutti sanno che è possibile rientrare dell’investimento pubblicitario godendo di un credito d’imposta pari al 50% degli investimenti pubblicitari. Essendo i nostri siti Tom’s Hardware (www.tomshw.it) e Spazio Games (www.spaziogames.it) testate giornalistiche regolarmente registrate, tutte le aziende che effettuano investimenti pubblicitari possono accedere a questo strumento fiscale. Di seguito riportiamo le informazioni principali mentre è possibile leggere, a questo link, l’articolo completo.

Chiunque abbia sostenuto una spesa per investimenti pubblicitari di carattere commerciale, ha la possibilità di prenotare un credito di imposta alla Agenzie delle Entrate, pari al 50% delle spese effettuate (con un limite di 20 milioni di euro annui spesi).

Gli investimenti di natura pubblicitaria ritenuti ammissibili, fanno riferimento alle spese sostenute su inserti stampa quotidiana e periodica, editi sia in forma cartacea, sia digitale. Tutte le testate giornalistiche adeguate alla richiesta, devono essere iscritte presso il Tribunale, o presso il Registro degli operatori di comunicazione, inoltre, devono essere dotate di un direttore responsabile.

Andrea Ferrario

“Molte aziende sfruttano questo strumento ogni anno, con investimenti ricorrenti che assicurano un ritorno dell’investimento assicurato, non solo per l’efficacia della comunicazione tramite i nostri siti, ma  anche per l’agevolazione fiscale che permette di massimizzare il rendimento”, afferma Andrea Ferrario, CEO di 3Labs srl.

Le spese, rimborsate per la metà del valore, possono essere effettuate anche verso emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, purché iscritte presso il Registro degli operatori di comunicazione. Risultano essere escluse tutte le spese relative all’acquisto di palinsesti per la televendita di servizi e beni.

Negli anni passati (2018-2019), la misura percentuale del credito d’imposta era del 75% per i soggetti selezionati, e del 90% per gli investitori in start up innovative, micro-imprese oppure medie o grandi imprese. A partire dal 2020, il credito riconosciuto è del 50%; l’importo da considerare è costituito dal totale delle spese, al netto dell’IVA se essa è detraibile, in caso contrario saranno prese in considerazione le spese totali sostenute. La norma ha stanziato un ammontare di 65 milioni di euro.

Le richieste di prenotazione dovranno essere inoltrate all’Agenzia delle Entrate dal 1° marzo fino al 8 aprile; per inviare la domanda correttamente, devono essere inserite le date degli investimenti da effettuare durante l’anno in corso, oltre al valore delle stesse spese effettuate. La domanda dovrà essere presentata al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza e del Consiglio dei Ministri, utilizzando i diversi servizi telematici offerti dall’Agenzia delle Entrate.

Al fine di ottenere il bonus, è fondamentale seguire le istruzioni di compilazione di compilazione dettate dall’Agenzia delle Entrate; in caso di imprecisioni e/o errori è possibile inoltrare una comunicazione correttiva, la quale sostituirà le precedenti.

Una volta ricevute le richieste, il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria stila un elenco dei soggetti richiedenti, indicando la percentuale provvisoria di riparto e l’importo che in teoria sarà fruibile da ogni soggetto posteriormente all’investimento; l’ammontare del credito sarà disponibile sul sito nazionale del dipartimento. Successivamente alla assegnazione dei crediti di imposta, i beneficiari possono usufruirne a partire dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dell’elenco, presentando il modello F24 ed indicando il codice tributo “6900”.

In caso di rinuncia, il beneficiario dovrà presentare lo stesso modello barrando la casella adeguata sul documento di domanda; si dovranno compilare esclusivamente i campi relativi al codice fiscale del soggetto, oppure quello dell’eventuale firmatario. La rinuncia riguarda l’intera somma del credito disponibile, e può essere trasmessa nel medesimo arco temporale in cui è consentito l’invio della regolare comunicazione.